Concelebrazione dei vescovi ortodossi d’Italia a Venezia

Autore , 25 apr.2015

Giovedì 23 aprile 2015 i vescovi membri dell’Assemblea dei vescovi ortodossi d’Italia hanno concelebrato la Divina Liturgia con il loro clero in occasione della festa patronale della Chiesa di San Giorgio dei Greci a Venezia, sede della metropoli ortodossa greca d’Italia e Malta, alla presenza di un centinaio di fedeli.

 

Erano presenti: Sua Eminenza il Metropolita Gennadio d’Italia e Malta (Patriarcato Ecumenico), Sua Eccellenza il vescovo Andrea della diocesi d’Austria Svizzera e Italia (Chiesa di Serbia), Sua Eccellenza il vescovo Siluan della diocesi d’Italia (Chiesa di Romania) e Sua Eminenza l’Arcivescovo Job di Telmessos. L’archimandrita Antonio (Sevriuk) rappresentava l’Arcivescovo Mark di Egorevsk, responsabile della diocesi d’Italia della Chiesa di Russia. Sua Eminenza il Metropolita Antonio dell’Europa occidentale (Chiesa di Bulgaria) è stato purtroppo impedito dal poter partecipare. A conclusione della Divina Liturgia, i vescovi hanno rivolto ai fedeli il seguente messaggio:

 

«Nel nome della Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo,

Noi, Vescovi del Consiglio Episcopale Ortodosso d’Italia e Malta, in occasione della gioiosa festa pasquale di San Giorgio Megalomartire e Tropeoforo, Protettore e Patrono della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta del Patriarcato Ecumenico e della storica Comunità dei Greci Ortodossi di Venezia, abbiamo fraternamente deciso di rivolgere ai nostri devoti figli spirituali della Chiesa Ortodossa in Italia e Malta parole di amore, pace, speranza, un discorso d’illuminazione, di consolazione e di loro rafforzamento nel difficile sentiero della vita, del grande dono del Buon Dio nei confronti dell’uomo per il quale è nato, è stato crocefisso, è stato sepolto ed è risorto il nostro Salvatore Cristo.
Invitiamo il devoto popolo Ortodosso di Dio alla glorificazione del Nome dell’Altissimo Buon Dio e alla preghiera per la nostra Santissima Chiesa Madre, per la sua unità e la salvezza di tutti i nostri fratelli Ortodossi. Preghiamo per la creazione di Dio, i poveri, che hanno bisogno di protezione, per gli ammalati e i prigionieri, per gli anziani, per i fanciulli e per i giovani, che costituiscono il futuro della società e della nostra Chiesa, in modo che, con una sola bocca e con un solo cuore, glorifichiamo e inneggiamo il Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Preghiamo per i governanti dei nostri Stati, in modo che lavorino per la pace, la solidarietà e la buona convivenza tra i popoli, affinché siano benevoli con la Chiesa e con il popolo.
A motivo della nostra delicatissima posizione di Vescovi e del nostro particolare servizio ecclesiastico nei riguardi dei nostri fratelli Ortodossi in questo paese, abbiamo lo stretto dovere di mostrare a tutti che l’unità Panortodossa è un fatto incontestabile e che abbiamo acceso la luce della Resurrezione, che è la luce dell’Ortodossia, la luce di Cristo: «Luce il Padre, luce il Logos, luce anche lo Spirito Santo», cantiamo nel corso della grande e splendido giorno di Pentecoste.
Le Chiese Ortodosse Locali, in sostanza, siamo «Una sola Famiglia», unita con il Corpo e il Sangue del nostro Salvatore Cristo. Nel mondo occorre, senza dubbio, che risplenda la sua corona, che è «l’Unità Panortodossa», che ha una forza spirituale e morale insuperabile, grazie al suo autentico insegnamento che è di Cristo e dei Suoi successori, degli Apostoli e dei nostri Padri e degli stessi Santi Sinodi.
È umano che una famiglia incontri difficoltà, ostacoli, problemi, delusioni, preoccupazioni, timori, ma anche fanatismo personale, o anche generale, o anche qualcosa di negativo, che si sviluppa anche all’interno delle famiglie. Tuttavia, questi elementi negativi non devono distruggere l’Unità Panortodossa che costituisce l’elemento caratteristico principale delle nostre Chiese Ortodosse Locali, costituiscono la sua luce, la sua verità, sono tutta la sua vita, che fa riposare, unisce e salva.
Nel corso dello splendido benedetto giorno della festa del Santo Megalomartire e Tropeoforo Giorgio, nobile e valoroso martire della nostra Fede «adornato della corona della vittoria» e «che respinge le schiere dei demoni» (dal Grande Vespro del Santo), noi Vescovi del Consiglio Episcopale Ortodosso d’Italia e Malta abbiamo concelebrato nell’antica e magnifica Cattedrale di San Giorgio dei Greci, in occasione di questo evento storico e attestiamo al popolo Ortodosso di Dio che le Chiese Ortodosse Locali costituiscono «un’unica Chiesa Ortodossa», che serve l’uomo e ha come suo principale scopo la salvezza dell’uomo.
Il Clero e il Popolo Ortodosso di Dio in Italia e Malta, tutti insieme possiamo essere un modello di amore, pace, speranza e unità, non solo tra di noi ma anche in genere dell’umanità, offrendo la luce dell’Ortodossia a ciascun uomo di buona volontà e predisposizione per l’interesse spirituale, morale e sociale della società e del mondo.
La Catechesi Ortodossa spetta al sacro Clero, il quale farà conoscere al Gregge le Sacre Scritture e la Tradizione, come anche la forza della Preghiera. Farà conoscere al Popolo di Dio l’enorme necessità della Divina Eucarestia, come anche la salvezza dell’uomo e la vita eterna. Lo rafforzerà con amore a camminare direttamente verso Dio, il Quale non lo abbandonerà mai, lo ama e soprattutto è venuto sulla terra per elevarlo al cielo. È corretto e giusto che il sacerdote acquisti la fiducia dell’uomo che lo serve, che egli creda in lui, che è la sua guida spirituale, il suo aiuto morale, che il sacro Clero renda propria vita che il popolo di Dio sia la sua forza e la sua corona.
Non esiste, nostri carissimi fratelli, neppure un piccolo dubbio che il più grande beneficio di Dio verso l’uomo sia costituito dal fatto che «ha dato il suo figlio unigenito» per la sua salvezza. Davanti a questo volontario sacrificio la più grande ingratitudine dell’uomo nei confronti di Dio non è altra che la crocefissione e la morte di Colui che il Padre ha inviato per salvare il mondo. La morte di San Giorgio come martire attesta ciò; tuttavia, il Megalomartire Giorgio e la Chiesa «vincono in tutte queste cose» (Romani 8, 37). Nelle persecuzioni, malvagità, e in generale, nell’ingratitudine, i santi martiri rispondono: «Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Come sta scritto: Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo considerati come pecore da macello» (Romani 8, 35-36). Il Santo ci ha mostrato di essere figlio della Resurrezione e che con la sua forza (Filippesi 3, 10) «con la forza di Cristo che ci ha amati» (Romani 8, 35-36), ha vissuto per la Resurrezione «non mescolandosi» con il mondo (Romani 12, 2). San Giorgio il Megalomartire e Tropeoforo, eletti figli, ha affrontato le prove con la fede e con lo spirito della Resurrezione. Fedele sino alla morte, ha ricevuto la corona della vita (Apocalisse 2,10).
«Giorno della Resurrezione! Rallegriamoci, popoli!», canta il grande innografo della Resurrezione Giovanni Damasceno.
Sappiamo, nostri figli devoti, che i giorni della creazione del mondo, i giorni del Piano Divino dell’Incarnazione, il giorno di Betlemme, il giorno del Giordano, quello di Tabor, il giorno del Golgota, sono stati creati dal Signore per la nostra Salvezza. Segniamo qui opportunamente che tutti gli avvenimenti sconvolgenti del Piano di Salvezza del Signore non avrebbero nessun senso e importanza se non seguisse il giorno della Resurrezione: «Ma se Cristo non è risorto, vuota allora è la nostra predicazione, vuota anche la vostra fede». (I Corinzi 15,14). È una chiara verità che Cristo «è stato consegnato alla morte a causa delle nostre colpe ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione». (Romani, 4,25). La Resurrezione del Signore è garanzia della giustificazione e della redenzione per mezzo del Suo sacrificio.
Il giorno del Santo Megalomartire Giorgio il Tropeoforo è una festa Primaverile che coincide con il Periodo Pasquale, perciò gioiamo ed esultiamo in essa: «Ora, invece, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti (che si erano addormentati)» (I Corinzi 15, 20). Questi sono i sublimi messaggi che ci offre il santissimo e solenne giorno di San Giorgio Megalomartire. Offre un mazzo di fiore, di bellissimi fiori variopinti, necessari e indispensabili per il vero progresso e sviluppo dell’uomo, per la vita spirituale, morale e sociale.
La fede, l’amore, la speranza, l’unità, la dedizione, il sacrificio sono i fiori profumati di questo giorno Pasquale, sono i perenni messaggi, che generosamente offre la nostra Chiesa Ortodossa ai suoi membri ortodossi, e, in generale, a ciascun uomo.
Nella lieta occasione dello splendido giorno e della festa del Santo Megalomartire Giorgio il Tropeoforo, noi Vescovi del Consiglio Episcopale Ortodosso d’Italia e Malta, salutiamo tutti i nostri fratelli Ortodossi, porgiamo loro gli auguri e preghiamo incessantemente per loro.
Salutiamo tutti i nostri collaboratori, Chierici e laici, e porgiamo loro gli auguri e preghiamo per la nostra unità.
Salutiamo, ugualmente, tutti i Rappresentanti della Chiesa Cattolica Romana e delle altre Chiese e Confessioni Cristiane presenti in Italia e Malta, e delle Religioni, come anche ciascun uomo di buona volontà e di buoni propositi, i quali hanno in mente e nella loro coscienza la pacifica convivenza e la coesistenza dei popoli.
Indirizziamo un saluto pasquale di amore e pace a tutte le autorità Politiche, Giudiziarie e Militari.
Vivendo oggi in circostanze e condizioni difficili, con disavventure e persecuzioni, con battaglie e contrapposizioni, con antagonismi e assassini, con guerre e la morte di corpi e anime innocenti, per i quali Cristo è divenuto Uomo-Dio ed è Risorto, i messaggi di questo meraviglioso giorno festivo della nostra concelebrazione, siano la nostra eterna protezione, il nostro autentico sostegno, il nostro giusto rifugio, la nostra forte protezione per il nostro aiuto e la nostra salvezza da ogni male e ogni malvagità e, in modo particolare, delle nostre anime, dalla pericolosa indifferenza e della mortale secolarizzazione che ostacolano la nostra sostanziale unione con il nostro Signore Cristo.
Abbracciamo tutti voi con il saluto pasquale di «Cristo è Risorto» e auguriamo a tutti voi salute, tanti anni e gioia pasquale, che vi conceda sempre il Nostro Salvatore Gesù Cristo.
«Cristo è Risorto!»
«E’ veramente Risorto!»

 

Venezia, 23 aprile 2015

 

Metropolita Gennadios (Patriarcato Ecumenico)
Arcivescovo Mark (Patriarcato di Mosca)
Vescovo Andrea (Patriarcato di Serbia)
Vescovo Siluan (Patriarcato di Romania)
Metropolita Antonio (Patriarcato di Bulgaria)
Arcivescovo Job (Patriarcato Ecumenico – Esarcato Russo)

 

È seguito un concerto di canti e danze di un coro venuto da Drama (Grecia) per l’occasione, che ha anche assicurato i canti della Divina Liturgia, e un pranzo fraterno per tutti i presenti. L’Arcivescovo Job era accompagnato dall’Arciprete Sergio Mainoldi, decano delle nostre parrocchie d’Italia.