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Свящ. Влaдимир Зелінський, Загадка «Единой плоти» или попытка задуматься о христианском браке

 Свящ. Володимир Зелінський, Загадка «Єдиної  плоті» або намагання задуматися про християнський шлюб


Presentazione: riflessioni quaresimali sul significato del matrimonio

La Grande Quaresima ci richiama al senso della vita cristiana come preparazione alla vita nel Regno. Essa è anche il periodo tradizionalmente deputato alla preparazione dei catecumeni all’Illuminazione battesimale, mentre, per i battezzati, costituisce un’occasione di riscoperta vissuta del significato del proprio battesimo. Come percorso di conversione all’amore di Dio, la cui comunione, spezzata dal peccato, è stata definitivamente ristabilita dal sacrificio e dalla risurrezione di Cristo, il periodo dei digiuni può nondimeno costituire per i fidanzati che si apprestano al matrimonio, ma anche per i coniugi già uniti in matrimonio, un’occasione di meditazione sul mistero dell’amore e della vita in comunione.

I temi di riflessione proposti nei testi del Triodio di Quaresima sono molteplici. Attraverso le letture del Vespro abbiamo la possibilità di ripercorrere la storia primordiale dell’umanità secondo il racconto della Genesi. Il senso di questa lettura vuole essere un invito alla meditazione sulla perdita del «Paradiso di delizie» da parte dei Progenitori e sulla sua riconquista per l’umanità, legata inscindibilmente al mistero della Pasqua. La Quaresima come percorso «del deserto», tra il Paradiso perduto e la via al Regno spianata dalla vittoria di Cristo sulla morte, consiste anche nel ripristino delle condizioni esistenziali ante-caduta, come l’astensione da particolari cibi, quale fu richiesta ad Adamo ed Eva (cfr. Gen 2, 16-17), o l’interdizione della consacrazione eucaristica feriale, che ci ricorda – essendo l’Eucaristia sacramento del Regno per eccellenza – come l’attuale tempo, alla stregua della Quaresima, debba essere vissuto come tempo di attesa della venuta gloriosa del Regno. Un’altra astensione implicata dall’“ontologia” della Quaresima è quella relativa all’unione coniugale e alla conseguente sospensione della celebrazione dei matrimoni.

Come suggeriscono i primi capitoli della Genesi letti durante i Vespri quaresimali, la condizione di vita primordiale della coppia uomo-donna era fondata su un equilibro relazionale sancito dal solo fatto che non era bene che l’uomo fosse solo (cfr. Gen 2, 18). In questa condizione, non turbata dai problemi di sopravvivenza biologica conseguenti alla trasgressione, riconosciamo la perfetta unione tra l’uomo e la donna, realizzata in quanto essi erano carne dalla stessa e carne e ossa dalle stesse ossa (cfr. Gen 2, 23). Come quell’unione si realizzava nello stato di comunione edenica tra Dio e l’uomo, così anche il matrimonio cristiano trova il suo essenziale significato in relazione alla comunione tra l’uomo e Dio che è stata ripristinata da Cristo. L’amore coniugale illuminato dalla luce del Cristo rimanda dunque misteriosamente all’amore pericoretico che unisce le tre persone della Trinità, sicché la celebrazione del matrimonio cristiano risulta strettamente connessa al mistero del Regno, che in questa vita si comunica all’uomo nella divina Eucaristia e si riconnette al sacerdozio regale cristiano (simboleggiato dal rito dell’incoronazione).

La Quaresima e il digiuno coniugale non possono essere visti come qualcosa di contrapposto al matrimonio, tanto da determinarne la sospensione della celebrazione per motivi di convenienza morale: al contrario essi esprimono intimamente il significato edenico e cristiano dell’unione coniugale, costituendo per le coppie di fidanzati e di coniugi un’occasione di ritorno al senso primordiale dell’amore, quale premessa della realizzazione della persona nella libertà e di un’unione interpersonale capace di unificare la dicotomia maschile-femminile insita nel genere umano: «Per questo l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne» (Gen 2, 24).


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