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Comunicato dell’Amministrazione diocesana. N° 02-11
Comunicato dell’8 settembre 2011
sulla situazione della Cattedrale San Nicola di Nizza
Le autorità dell’Arcivescovado hanno preso atto con sgomento dei recenti comunicati diffusi dalla Diocesi di Chersoneso (diocesi del Patriarcato di Mosca in Francia), a proposito della controversia in corso sulla Cattedrale ortodossa San Nicola di Nizza. I comunicati della Diocesi di Chersoneso sono passibili di diverse rettifiche da parte dell’Arcivescovado.
1) Rispetto del diritto francese e assegnazione della Cattedrale San Nicola
L’Arcidiocesi ha sempre rispettato e rispetterà le leggi della Repubblica francese.
Nel caso della parrocchia di San Nicola di Nizza, l’Arcivescovo si rammarica del verdetto pronunciato a favore dello Stato russo dal Tribunale di Nizza (gennaio 2010), quindi dalla Corte d’Appello di Aix ( maggio 2011), e approva il ricorso presentato dall’Associazione di culto ortodossa russa di Nizza (ACOR), che costituisce l’ente di rappresentanza legale della parrocchia ortodossa di San Nicola di Nizza.
L’Arcivescovo ricorda che il contenzioso giuridico e i verdetti emessi si limitano al diritto di proprietà dell’edificio, ma non sulla sua assegnazione.
Pertanto, a dispetto di certe voci capziose, l’Arcivescovado afferma il pieno diritto che la parrocchia di San Nicola continui a occupare la cattedrale di San Nicola e a celebrare il culto divino tra le sue mura.
La sentenza della Corte d’Appello di Aix dello scorso maggio 2011 non esige affatto che la parrocchia di San Nicola lasci il luogo di culto che ha occupato sin dalla sua fondazione, circa un secolo fa.
L’edificio che ospita la cattedrale di San Nicola di Nizza è classificato, da circa trent’anni, tra i monumenti storici della Francia. La destinazione dell’edificio al culto ortodosso è riconosciuta e sostenuta dallo Stato francese, che per diversi decenni, ha concesso, ripetutamente, vari finanziamenti.
Secondo la legge francese, la “rimessa delle chiavi” allo Stato russo, proprietario dell’edificio, corrisponderebbe all’espulsione della comunità parrocchiale di San Nicola.
In uno Stato di diritto come lo è la Repubblica francese neanche il potente Stato russo può far “sgomberare” senza contraddittorio l’associazione che li occupa a pieno diritto. Per quanto riguarda le intimidazioni, le vessazioni e le minacce, in certi casi velate, in certi casi aggressive, subite dall’ACOR, esse sono intollerabili. L’Arcivescovado ritiene che sia giusto che l’ACOR faccia valere il proprio diritto a occupare la Cattedrale di San Nicola, indipendentemente dalla questione della proprietà.
2) Ingerenza dello Stato russo negli affari della Chiesa
Il fatto che il proprietario di un edificio lo destini al culto ortodosso non è condizione sufficiente per farne una chiesa ortodossa, quand’anche il proprietario fosse uno Stato.
La Federazione russa ha ottenuto la proprietà delle mura dell’edificio, ma l’edificio è una chiesa ortodossa unicamente in virtù dei sacramenti della Chiesa e dei canoni che regolano la vita dell’intero corpo ecclesiale.
Non è la Federazione russa (o prima ancora l’URSS, di cui essa si dichiara successore ed erede) che fa di questo edificio una chiesa, ma l’Arcivescovado, attraverso i suoi fedeli e le loro preghiere.
La vita ecclesiale della Cattedrale di San Nicola, che ha avuto inizio circa un secolo fa e si è svolta, a partire dall’istituzione della parrocchia nel 1923, in modo calmo e sereno, non può essere spazzata via con un colpo di mano da parte dei diplomatici della Federazione Russa.
Lo Stato russo manifesta il desiderio di offrire il godimento della Cattedrale di San Nicola a una nuova parrocchia che la Diocesi di Chersoneso fonderebbe a Nizza a questo scopo. Si tratta di un desiderio che l’Arcivescovado considera ingiusta e violenta nei confronti della parrocchia di San Nicola e di tutto l’ Arcivescovado.
Nulla impedisce, naturalmente, che lo Stato russo esprima dei desideri. Ma se lo Stato russo può scegliere di derogare dai principi ecclesiologici ortodossi, ai quali nulla lo vincola, esso non può pretendere di imporre alla Chiesa un modo di funzionamento che è contrario alla Tradizione ortodossa e ai suoi canoni.
Lo Stato russo sembra voler “fare omaggio” dell’edificio al Patriarcato di Mosca, ma la volontà dei leader politici della Federazione russa non comporta nessun cambiamento nello statuto spirituale della Cattedrale di San Nicola, che è e rimarrà un chiesa dell’Arcivescovado oggi guidato da Mons. Gabriele di Comana, Esarca del Patriarca ecumenico.
La Tradizione ortodossa non permette a una diocesi ortodossa di accettare che uno Stato gli faccia “dono” di un edificio già occupato da una parrocchia. La questione dell’occupazione di una chiesa non può essere trattata che nel rispetto della tradizione ortodossa canonica. Se la Diocesi di Chersoneso accettasse l’impostazione seguita dallo Stato russo incoraggerebbe questo Stato nella sua negazione della Tradizione della Chiesa.
Ci si aspetterebbe una maggiore cautela da parte del Patriarcato di Mosca, che, nel XX secolo, più di altre chiese, ha sofferto l’ingerenza dello Stato nel suo funzionamento. Tuttavia, l’Arcivescovado non può accettare che delle iniziative contrarie alle libertà fondamentali del culto e della coscienza possano avere corso sul territorio della Repubblica francese.
3) Cronaca dei recenti avvenimenti a Nizza
Nelle ultime settimane, la serenità della vita parrocchiale è stata turbata dai seguenti fatti.
Il 17 Agosto 2011 nel pomeriggio, il signor Gribkov, console generale della Russia a Marsiglia, ha telefonato al rettore della parrocchia, Padre Jean Gueit, per sollecitare con urgenza un colloquio con lui. Il Sig. Gribkov ha voluto essere accompagnato da due chierici della Diocesi di Chersoneso.
In un’ottica di collaborazione, Padre Jean Gueit, ha concesso l’incontro al Sig. Gribkov, ma non ha potuto ottenere da lui i nomi dei sacerdoti che l’avrebbero accompagnato il giorno successivo, né il motivo della loro presenza.
Il 18 agosto, nel pomeriggio, il signor Gribkov è venuto accompagnato da Padre Nicolas Ozoline e dal diacono Georges Cheschko, portando la copia di una lettera datata al 12 Agosto 2011 da parte dell’Amministrazione presidenziale russa, al pari di una traduzione ufficiosa. Dopo aver consegnato la lettera, il signor Gribkov ne ha esplicitato gli obiettivi: i chierici che lo accompagnavano si sono rivelati esser stati inviati dal Patriarcato di Mosca per venire a prendere il pieno possesso, il giorno stesso, del luogo di culto occupato dalla parrocchia di San Nicola da circa un secolo.
In seguito al colloquio che ne è seguito, Padre Nicolas Ozoline, capo della delegazione della Diocesi di Chersoneso, pur esprimendo il suo pieno accordo con l’approccio del Console Generale, ha evocato, davanti a testimoni, la sua devozione personale alla grande solennità della Trasfigurazione, sollecitando Padre Jean Gueit a permettergli di partecipare alla preghiera della Vigilia, concelebrando al suo fianco. Padre Nicolas Ozoline ha precisato che avrebbe rispettato l’ordine canonico e avrebbe commemorato il Patriarca Ecumenico Bartolomeo di Costantinopoli e l’Arcivescovo Gabriele di Comana, Esarca del Patriarca ecumenico.
È dunque in uno spirito evangelico di fratellanza e di comunione, e nonostante il contesto profondamente disturbante in cui è stata posta questa richiesta (sostenuta dal Console Generale della Russia, allorché costui stava tentando di ottenere con l’intimidazione e senza procrastinazione, l’abbandono dei locali da parte della parrocchia canonica), che il Rettore della Cattedrale, Padre Jean Gueit, in accordo con l’Arcivescovo Gabriele, ha accolto Padre Nicolas Ozoline come concelebrante.
Il 20 e 21 ago 2011, Padre Nicolas Ozoline si è nuovamente presentato alla Cattedrale di San Nicola e ha reiterato la sua richiesta di concelebrazione. Padre Jean Gueit, con il consenso di Mons. l’Arcivescovo Gabriele, ha nuovamente accolto la richiesta di Padre Nicolas Ozoline.
Nei giorni che seguirono, tra i fedeli della Cattedrale di San Nicola e sul blog ospitato dal portale ufficiale della Diocesi di Chersoneso, voci infondate hanno parlato della presa di possesso canonico della Cattedrale di San Nicola da parte di un’altra giurisdizione ortodossa, cioè quella del Patriarcato di Mosca e la presa di servizio da parte di Padre Nicolas Ozoline e del Diacono Georges Cheschko, che lo accompagna nella sua missione.
Vessati dagli attacchi giudiziari della Federazione Russa dal 2006, i sacerdoti e i fedeli della Cattedrale di San Nicola di Nizza si trovano ora in uno stato di assedio di ordine canonico, determinato dall’intrusione di membri del clero del Patriarcato di Mosca in Francia, nonostante i sacerdoti del Patriarcato di Mosca siano sempre stati accolti fraternamente nelle celebrazioni liturgiche della cattedrale, fino ad oggi.
Questo 7 settembre, ad aggiungere ancor più turbolenze e confusione di competenze all’azione concertata tra lo Stato e la Chiesa della Russia negli affari di un’associazione cultuale di diritto francese, un ufficiale giudiziario mandatario dell’avvocato della Federazione russa si è presentato per conto di quest’ultima alla Cattedrale, impugnando la sentenza della Corte d’Appello di Aix-en-Provence, intimando ai responsabili dell’ACOR di liberare i locali, di consegnare le chiavi ai delegati del Patriarcato di Mosca, di rimettere la documentazione riguardante la cattedrale e di porre fine alla percezione di un biglietto d’ingresso sulle visite.
4) Giurisdizione canonica dell’Arcivescovado sulla Cattedrale di San Nicola
L’Arcivescovado intende proteggere la sua integrità canonica e l’ordine ecclesiale nei territori in cui è presente. L’ Arcivescovado non interferisce negli affari degli altri e, allo stesso tempo, non accetta che altre entità ortodosse violano l’ordine ecclesiale e la tradizione canonica ortodossa.
L’Arcivescovado ricorda:
– la sua fedeltà indefettibile alla tradizione canonica della Chiesa ortodossa,
– il suo rispetto dei principi e delle decisioni dello Stato di diritto che è la Repubblica francese,
– ma anche la sua totale indipendenza da ogni potere civile e politico nell’esercizio del culto ortodosso.
Riconosciuto proprietario del lotto di terreno su cui è costruita la Cattedrale, lo Stato russo non ha altro che il possesso dei muri di questa: dunque non ha alcuna autorità canonica sull’ordine ecclesiastico che in essa deve regnare. Risulta impensabile che il Patriarcato di Mosca, che ha avuto tanti martiri e confessori perseguitati dallo Stato durante il XX secolo, dimentichi le sue prove e si ingaggi oggi nella scommessa che vi possa essere un guadagno per la Chiesa di Cristo che lo Stato russo annienti la parrocchia di San Nicola, espellendola dal luogo di culto in cui essa ha pregato per quasi un secolo, senza mai dimenticare nelle sue intenzioni la Chiesa sofferente della Russia.
Tutto porta a credere che le autorità civili russe stiano facendo pressione sulle autorità ecclesiastiche del Patriarcato di Mosca affinché essa violi i canoni secolari della chiesa e prenda possesso della Cattedrale di San Nicola.
Se il Patriarcato di Mosca si sottometterà di nuovo al potere dello Stato russo non sarebbe solo la parrocchia ortodossa locale di Nizza che ne verrebbe umiliata, ma – questione molto più essenziale – la testimonianza della libertà della Chiesa in relazione allo Stato.
L’Arcivescovado esorta le autorità del Patriarcato di Mosca a richiamare all’ordine i membri del proprio clero, il Padre Nicolas Ozoline e il Diacono Georges Cheschko, impegnati in una ingerenza canonica nella parrocchia di San Nicola de Nice, che non è la loro. I canoni della Chiesa non lasciano impunito il clero o i fedeli che dividono la Chiesa, neanche se agiscono sotto la pressione del potere civile.
Nell’ordine ecclesiale le ingiunzioni da parte del potere statale non possono prevalere sulle regole canoniche. In nessun caso la giurisdizione canonica dell’Arcivescovado sulla Cattedrale di San Nicola di Nizza o su qualsiasi altra parrocchia dell’Arcivescovado può essere intaccata da una decisione dei diplomatici della Federazione russa.
Come è stato detto Sua Santità Bartolomeo, il nostro Patriarca ecumenico di Costantinopoli (lettera patriarcale del 1 dicembre 2003 a Sua Beatitudine l’Arcivescovo Christodoulos di Atene): “È nell’interesse (...) di tutta la Chiesa che i santi canoni e le disposizioni canoniche siano considerati come il fondamento delle relazioni tra le Chiese, come lo esige la tradizione secolare della Chiesa ortodossa”.