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Comunicato N° 1-10 dell’Amministrazione Diocesana


Un sito web, la cui redazione è vicina alla Diocesi di Chersoneso del Patriarcato di Mosca, ha messo in linea in questi ultimi giorni delle affermazioni la cui paternità è unicamente delle persone che le hanno diffuse, non corrispondendo in alcun modo alla realtà, sia a riguardo delle dichiarazioni che S.Em. Mons. Gabriele avrebbe fatto durante la Liturgia concelebrata nella chiesa dei Tre Santi Dottori, il 12 febbraio scorso, sia a riguardo della persona e dell’opera dell’arciprete Jean Gueit, rettore della parrocchia di San Nicola di Nizza e membro del Consiglio dell'Arcivescovado.

S.Em. Mons. Gabriele tiene a sottolineare, in primo luogo, che non intende rispondere alla deformazione dei suoi commenti operata su questo sito Internet, onde non dar luogo a sterili polemiche, dal momento che le relazioni con i responsabili del Patriarcato di Mosca sono ormai migliorate da qualche tempo.

Mons. Gabriele tiene ugualmente a sottolineare che tutto quello che l’arciprete Jean Gueit ha intrapreso per difendere gli interessi della parrocchia di Nizza è stato fatto con il suo consenso e con la benedizione. In questa azione non vi è alcun tipo di animosità anti-russa, ma unicamente la determinazione di rendere giustizia a coloro che hanno abbellito e mantenuto la chiesa e, soprattutto, hanno garantito la continuità del culto ortodosso di Nizza, quando nell’Unione Sovietica le chiese venivano distrutte e i cristiani ortodossi sottoposti a persecuzioni inenarrabili. Un processo giudiziario è in corso alla Corte d’appello. È necessario attenderne l’esito, pur esprimendo il fermo desiderio che nessuna pressione politica, qualche che ne sia l’origine, interferisca con la decisione della Corte d'Appello, nonché negli affari interni di un’associazione religiosa di diritto francese o con quelli dell’Arcivescovado nel suo complesso, in segno di rispetto per la separazione tra Chiesa e Stato e dei principi di laicità a cui si richiamano oggi tanto la Francia quanto la Russia.

Paris, 18 Febbraio 2010


Fonte: sito dell'Arcivescovado


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