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Conferenza diocesana
«Il metropolita Vladimir, pastore e intercessore»

Con la benedizione e sotto la presidenza di S.Em. Mons. Gabriele di Comana, Esarca del Patriarca ecumenico, si sono rispettivamente tenute il 10 e l’11 novembre 2009 presso l’Istituto Saint-Serge l’Assemblea diocesana, dedicata al tema della formazione e della vocazione dei sacerdoti, e la Conferenza diocesana dal titolo «Il metropolita Vladimir, pastore e intercessore» in occasione del 50° anniversario della nascita al cielo di S.Em. il Metropolita Vladimir (1873-1959). Il programma dell’Assemblea ha visto gli interventi di P. Vladimir Yagello e P. Christophe d’Aloisio, nonché una tavola rotonda con l’Archimandrita Simeone, l’Arciprete Nicholas Cernokrak e l’Arciprete Jean Roberti. La Conferenza ha avuto invece il seguente programma:
• “Il Metropolita Vladimir e la sua famiglia in Russia (Ivan Drobot) • “Il Metropolita Vladimir e l’Esarcato” (Antoine Nivière)
• Proiezione di foto del Metropolita Vladimir
• Testimonianze (Protopresbitero Boris Bobrinskoy, Helen Bobrinskoy, Mariame Drobot, Vadim Tichonicky, Nicolas Spassky). Al termine della Conferenza, una panichida è stata celebrato nella chiesa di San Sergio.
Resoconto
L’Assemblea pastorale, apertasi martedì 10 novembre 2009 con i Vespri celebrati nella chiesa di San Sergio, in presenza di S.Em. l’Arcivescovo Gabriele, ha visto un primo intervento dell’arciprete Vladimir Yagello dal titolo: «San Giovanni di Kronstadt come modello di pastore». Questo intervento ha messo in luce alcuni elementi della straordinaria opera pastorale di san Giovanni, attraverso gli episodi salienti della sua biografia, illuminata dai chiari tratti della santità. In particolare si è sottolineato come l’opera del santo, sostenuta dalla preghiera continua e dal “lieve giogo” di un’ascesi rigorosa, abbia visto al suo centro la vita eucaristica (soprattutto nella modalità della comunione frequente), tanto da riuscire a richiamare folle immense alle celebrazioni liturgiche, durante le quali la sola somministrazione della Santa Comunione poteva arrivare a durare fino a due ore. A una pastorale incentrata sulla vita liturgica e sacramentale del suo gregge san Giovanni ha nondimeno unito l’azione sociale, che si concretizzò finanche in forme di organizzazione cooperativa del lavoro. Tra i presenti si sono raccolte diverse memorie di incontri con il santo di Kronstadt, tra cui quella di P. Michel Fortunatto, che ha ricordato la guarigione miracolosa di una sua antenata operata da san Giovanni.
L’indomani, mercoledì 11 novembre, i lavori sono stati preceduti dalla celebrazione della Divina Liturgia concelebrata da Mons. Gabriele insieme a numerosi preti dell’Arcidiocesi, venuti da diversi paesi d’Europa.
La seconda comunicazione dell’Assemblea, tenuta da P. Christophe d’Aloisio ha riguardato il tema della formazione e reclutamento dei preti. P. Christophe si è soffermato in particolare sui compiti del ministero sacerdotale nelle condizioni particolari dell’Ortodossia in Europa occidentale e sulle modalità di adeguare la formazione a tale contesto, sottolineando come la tradizione incarnata dall’Esarcato offra il vantaggio di essere contigua al modello ecclesiologico ortodosso delle origini, che riconosce il ministero sacerdotale nell’unità tra il vescovo della Chiesa locale e la sua diocesi, modello rimesso in auge dal Concilio di Mosca del 1917-18. Il dibattito seguito ha toccato i temi del ruolo dell’Istituto teologico Saint-Serge, del monachesimo nonché della famiglia nella maturazione delle vocazioni sacerdotali.
In merito al problema del sostentamento del clero, diverse voci hanno sottolineato la provvidenzialità della situazione dell’Esarcato, dove i preti, non potendo contare su uno stipendio, se non in rare eccezioni, o su agi istituzionali, trovano le ragioni del loro sacerdozio nel sacrificio personale e nell’azione missionaria.
La sessione del pomeriggio è stata dedicata alla figura del Metropolita Vladimir (Tikhonicky), secondo gerarca alla guida dell’Esarcato dal 1946 al 1959. Ivan Drobot, pronipote del Metropolita, ha ripercorso la storia della sua famiglia dalla Russia alla Diaspora, ricordando in particolare la figura del padre di Mons. Vladimir, l’arciprete Michel Tikhonicky, assassinato dai bolscevichi nel 1918 e canonizzato dalla Chiesa ortodossa russa nel 2002.
Antoine Nivière ha poi tratteggiato il ruolo storico del Metropolita nella preservazione dell’Esarcato nella difficile situazione che si era venuta a determinare dopo la morte del primo gerarca, il Metropolita Evlogij (Georgievskij) nel 1946: in quell’occasione il Metropolita Vladimir, uomo di preghiera e di carattere mite (come suggerisce l’etimologia del suo cognome: in russo тихо, significa «dolce», «calmo»), mostrò una determinazione ferrea e una lucida comprensione della falsa prospettiva di una rapida riunificazione con la Chiesa madre, che alla fine della Seconda Guerra mondiale sembrava illusoriamente uscire dal tunnel delle persecuzioni sovietiche. Del 1949 l’appello profetico del Metropolita all’unità della Diaspora ortodossa in una Chiesa locale in Europa occidentale.
Le testimonianze che si sono susseguite in forma di ricordi personali hanno avuto infine il merito di restituire un profilo spirituale del Metropolita Vladimir attraverso il contatto vissuto; tra queste testimonianze particolarmente significativa quella del Protopresbitero Boris Bobrinskoy, ultimo sacerdote ordinato dal Metropolita. L’insieme di queste memorie ha restituito il profilo di un gerarca santo, la cui forza di presenza – a detta di chi lo conobbe – trasmetteva la vivida impressione che egli vivesse una partecipazione anticipata alla dimensione eterna del Regno. Le sue celebrazioni Liturgiche davano l’impressione che Egli si intrattenesse in un dialogo con Qualcuno invisibilmente presente e la sua preghiera all’altare trasfigurava la Liturgia in uno scambio aperto con la vita celeste. La vita del Metropolita Vladimir, fu una vita di preghiera continua: negli anni in cui la scuola teologica di Parigi si faceva promotrice della riscoperta dell’opera di san Gregorio Palamas, il cui pensiero la teologia ortodossa degli ultimi secoli aveva quasi dimenticato, l’Esarcato – contesto ecclesiale in cui si svolse questa riscoperta – poteva dirsi guidato da un vescovo esicasta.
In occasione della conferenza è stata messa a disposizione una raccolta di testi relativi alla vita del Metropolita Vladimir, curata da M. Martha, dal titolo Gloire á Toi qui nous montres la Lumière, che assomma testi di difficile reperimento e mai tradotti dal russo. L’opuscolo è in francese e chi fosse interessato a riceverne una copia può scrivere alla redazione del sito.
Nella sera del 10 novembre, la stessa in cui si apriva l’Assemblea diocesana, si addormentava nel Signore all’età di 98 anni, presso il monastero della Protezione a Bussy, Madre Catherine, figlia spirituale del Metropolita Vladimir e autrice di una sua biografia. La Panichida celebrata da P. Boris Bobrinskoy, nella chiesa di San Sergio a conclusione dell’incontro, elevava così l’Eterna memoria all’indelebile figura del Metropolita Vladimir e alla sua figlia spirituale, Madre Catherine, riuniti nell’eternità.