| Torna alla pagina principale |
| Presentazione Arcidiocesi |
| Chiese e Monasteri in Italia |
| Articoli e Testi |
| Catechesi e Didattica |
| Links |
Assemblea Generale dell’Arcivescovado
Venerdì 30 aprile e Sabato 1 maggio 2010 si è svolta a Parigi, presso l’Istituto Saint-Serge, l’AGO dell’Esarcato, che si tiene per statuto ogni tre anni. Un Moleben, presieduto da S.Em. l’Arcivescovo Gabriele di Comana, ha inaugurato la riunione. Mons. Gabriele ha aperto i lavori presentando la sua relazione morale sulla vita dell’Esarcato nel triennio 2007-2010, nella quale ha innanzitutto tenuto a ricordare che la missione che l’Arcidiocesi svolge in Europa occidentale da circa novant’anni è quella di annunciare il Vangelo di Cristo nella terra in cui viviamo, non di essere una cappellania all’estero o un club patriottico, un servizio para-diplomatico o un’associazione etnica. Le statistiche presentate mostrano come la Diocesi sia cresciuta negli ultimi tre anni, contando 3 parrocchie e 10 comunità nuove, 18 sacerdoti e 7 diaconi ordinati, 5 preti ricevuti da altre giurisdizioni, a fronte di 3 sacerdoti e 1 diacono congedati per altre giurisdizioni e 3 sacerdoti defunti. Ha inoltre ricordato il teologo Olivier Clément, professore all’Istituto Saint-Serge, chiamato dal Signore all’inizio del 2009. Il clero dell’Arcivescovado si attesta attualmente sui 140 chierici. Il Decanato d’Italia in particolare in quest’ultimo triennio è cresciuto di una parrocchia e due comunità, 3 sacerdoti ordinati, 2 preti e 1 diacono ricevuti. Mons. Gabriele, ricordando la distinzione statutaria tra parrocchia e comunità, quest’ultima essendo una parrocchia in formazione e non contando necessariamente un clero fisso, ha sottolineato che attualmente tutte le parrocchie e comunità dell’Esarcato celebrano regolarmente la liturgia e quest’anno tutte le comunità hanno celebrato gli uffici della Settimana Santa e della Pasqua. Parlando dei rapporti pastorali interni alla Diocesi Mons. Gabriele ha ricordato che ogni parrocchia deve rispondere all’Arcivescovo, che è il responsabile dell’intera Diocesi, per la quale – secondo la tradizione dell’Esarcato – è nominato a vita in conformità ai decreti del Concilio di Mosca del 1917, essendo il ministero episcopale ortodosso legato misteriosamente alla chiesa locale di cui il singolo vescovo è il capo, come il Cristo è misticamente il capo della Chiesa universale. In merito agli sviluppi pastorali nelle nostre parrocchie dovuti alla recente ondata immigratoria (costituita più da moldavi e ucraini che da russi) si è richiamata l’importanza di sviluppare una pastorale di integrazione finalizzata all’ecclesializzazione dei nuovi parrocchiani. In conclusione l’Arcivescovo ha sottolineato come la Diocesi goda di ottima salute, nonostante le voci artatamente ostili diffuse su Internet, miranti a diffondere quello spirito di scoraggiamento contro cui mette in guardia la Preghiera di S. Efrem: l’Esarcato resta fedele alle linee guida tracciate dall’assemblea del 1949 che riconosceva la vocazione della diocesi nell’edificazione della Chiesa di Cristo nei paesi in cui viviamo, senza che i legami con le tradizioni di origine si trasformino in un ostacolo. L’Esarcato riconosce la propria vocazione nell’edificazione della Chiesa di Cristo in Europa occidentale, in misura delle proprie forze e insieme alle altre giurisdizioni ortodosse qui presenti, senza dimenticare l’impegno a favore dell’unità dei cristiani.
Ha quindi preso la parola il segretario dell’Arcivescovado, Michel Sollogub, che ha relazionato sull’attività del Consiglio dell’Arcivescovado e sulle sue modalità di lavoro. Ha fatto poi riferimento ai casi giudiziari che hanno coinvolto l’Arcidiocesi, da Biarritz a Londra a Nizza e ha concluso ribadendo che l’Arcidiocesi, senza godere di alcun sostegno finanziario da parte di alcuno Stato e senza che i suoi preti abbiano passaporti diplomatici, porta avanti – per questo forse meglio – una testimonianza non-filetista in un panorama che sembrerebbe dare indicazioni contrarie, ed è unica in Europa ad applicare le disposizioni del Concilio di Mosca del 1917 che sanciscono la relativa autonomia dell’eparchia, quale nucleo della Chiesa locale, e chiamano i laici a un ruolo di cooperazione attiva nella vita delle parrocchie. Si è infine considerato che la storia dell’Esarcato è arrivata alla fine di un ciclo, quello della prima emigrazione russa, iniziatrice della sua storia e i cui rappresentanti sono pressoché tutti scomparsi: le nuove generazioni sono nate in Europa occidentale e ad esse spetta il compito di costruire sull’eredità ricevuta e guidare gli ortodossi recentemente arrivati all’unità della Chiesa locale.
P. Wladimir Yagello, responsabile per la pastorale agli immigrati russofoni nell’area di Parigi, ha illustrato il modulo di incontro pastorale organizzato nelle parrocchie di Parigi, basato sull’apprendimento della lingua locale e dei rudimenti dell’Ortodossia. L’Arcivescovo ha quindi raccomandato che i nuovi arrivati si integrino nella vita liturgica della parrocchia e non avvenga invece che questa cambi la sua tradizione per adeguarsi alle disparate attese dei nuovi parrocchiani. Ai laici ha poi rivolto l’invito a impegnarsi attivamente nella vita della parrocchia, onde essere “attori” e non semplicemente “consumatori”. Sulla stessa linea l’arciprete Alexander Fostiropoulos, che ha ricordato che uno dei tratti caratteristici della tradizione ortodossa slava è quello dell’apertura, onde è auspicabile che il servizio della Chiesa sia a favore degli abitanti dei paesi in cui viviamo e non per i paesi da cui si viene, facendo osservare che la più parte delle parrocchie ortodosse in Europa celebra in edifici costruiti da cristiani che hanno vissuto qui prima di noi.
La seconda giornata si è aperta con la celebrazione della Divina Liturgia nella chiesa di San Sergio, che è stata presieduta da Mons. Gabriele, insieme al quale hanno celebrato i diversi decani dell’Arcivescovado e due diaconi. Si è poi proceduto alla presentazione dei candidati al Consiglio dell’Arcivescovado e alla votazione. Alexis Obolensky ha infine illustrato l’esito del processo intentato contro l’associazione ACOR-Nice dalla Federazione Russa per prendere possesso della Cattedrale di Nizza, sottolineando come tutti i documenti storici e le prove addotte dall’associazione relativamente ai propri diritto sull’edificio di culto siano state trascurate in primo grado e dovranno essere riesaminate in appello. Un sito internet è stato aperto per sostenere la associazione nella sua causa di difesa: http://www.cathedralerussenice.org. Durante lo spoglio delle votazioni il tesoriere dell’Arcivescovado, Alexandre Victoroff, ha letto il rapporto finanziario, al quale ha fatto seguito l’approvazione della contabilità del triennio 2007-2010, sentita l’analisi della commissione di revisione supervisionata dal P. René Boulet. Mons. l’Arcivescovo ha infine letto il messaggio di benedizione del Patriarca Bartolomeo e della risposta che il Consiglio dell’Arcivescovado gli ha rimesso. L’Assemblea si è chiusa con un pranzo servito dagli studenti dell’Istituto Saint-Serge e consumato nel giardino dell’Istituto.