Arcivescovado

 

 

A più di ottant’anni dalla sua fondazione, l’Arcivescovado per le Chiese Ortodosse Russe in Europa Occidentale (Esarcato del Patriarcato Ecumenico) è divenuto una diocesi multinazionale che conta circa 110 parrocchie e comunità, servite da 120 sacerdoti e 30 diaconi, in Francia, Belgio, Paesi-Bassi, Gran-Bretagna, Irlanda, Germania, Danimarca, Norvegia, Svezia, Italia e Spagna.

In Francia l’Arcivescovado costituisce la principale diocesi ortodossa con una quarantina di parrocchie, tra cui la cattedrale Saint-Alexandre-Nevsky di Parigi e la cattedrale Saint-Nicolas di Nizza, quest’ultima il più grande edificio ecclesiastico di origine russa fuori dalla Russia, il monastero di Notre-Dame-De-Toute-Protection a Bussy-en-Othe. L’Arcivescovo è oggi coadiuvato da un vescovo ausiliario.

 

Nella sua composizione l’Arcivescovado riflette la multiformità e la complessità della situazione ortodossa in Occidente: oltre a parrocchie di emigrati russi, che celebrano nella lingua liturgica del loro paese d’origine, si contano parrocchie in cui si incontrano fedeli di differenti nazionalità, così come parrocchie interamente occidentali, che celebrano nelle lingue nazionali dei paesi in cui si trovano. La maggior parte del clero e dei fedeli sono oggi cittadini di questi paesi e la metà dei membri del clero è di origine occidentale.

 

Pur restando fedele alla tradizione spirituale russa, soprattutto per quanto concerne la vita liturgica e l’organizzazione amministrativa e canonica (applicando i principi del Concilio di Mosca del 1917-18), l’Arcivescovado è divenuto di fatto una diocesi multinazionale che ha saputo sviluppare una propria tradizione di testimonianza cristiana in Occidente, trovandosi ad affrontare nei novanta anni della sua esistenza le situazioni di volta in volta differenti che la storia ha posto di fronte alla Chiesa, dalla condizione di discriminazione dei cristiani nella Russia sovietica – verso i quali l’Esarcato non ha mai cessato di manifestare il proprio sostegno – all’invasione nazista durante la Seconda Guerra mondiale, dal dialogo ecumenico con le confessioni cristiane sorelle, alle nuove sfide che il mondo secolarizzato e tecnologizzato pone oggi di fronte alla coscienza dei fedeli.

 

L’organizzazione ecclesiale dell’Esarcato costituisce un modello peculiare nel panorama dell’Ortodossia mondiale e si pone quale contributo concreto per il superamento del concetto di “diaspora”, ormai inadatto a descrivere la realtà della Chiesa ortodossa in Occidente, in vista dell’edificazione dell’edificazione della Chiesa locale, in armonia con i Sacri canoni e nella prospettiva dell’unità dei cristiani. Significativo è il fatto che l’Arcivescovo venga scelto all’interno della diocesi e sia eletto per votazione dall’assemblea diocesana.