Omelia di Sua Tutta-Santità Bartolomeo, Patriarca ecumenico, nella Divina Liturgia di Pentecoste per l’apertura del Grande e Santo Sinodo della Chiesa ortodossa

Autore , 23 giu.2016

OMELIA

DI SUA SANTITA’

IL PATRIARCA ECUMENICO

B A R T O L O M E O

PRESIDENTE DEL GRANDE E SANTO SINODO

DELLA CHIESA ORTODOSSA

 DURANTE LA CONCELEBRAZIONE

CON I BEATISSIMI PRIMATI

DELLE SANTISSIME CHIESE ORTODOSSE

NELLA SACRA CHIESA METROPOLITANA

DI SAN MINA’ DI IRAKLEION – CRETA

(Domenica di Pentecoste, 19 Giugno 2016)

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Beatissimi e Santissimi fratelli Primati delle Chiese Ortodosse Locali, Teodoro di Alessandria, Teofilo di Gerusalemme, Ireneo di Belgrado, Daniele di Bucarest, Crisostomo di Cipro, Ieronimo di Atene, Sava di Varsavia, Anastasio di Tirana, Rastislav di Presov, unitamente ai Vostri onorabili seguiti,

Eccellentissimo Signor Presidente della Repubblica Greca,

Eminentissimo Arcivescovo di Creta Ireneo, con i Vostri eminentissimi ed amatissimi fratelli, componenti il Sacro Sinodo Eparchiale della Chiesa a Creta,

Eminentissimi ed Eccellentissimi santi fratelli,

Benedetto Clero e Popolo Ortodosso, ovunque nel mondo,

 

 

Oggi si è levato un giorno gioioso, durante il quale celebriamo la storica manifestazione della istituzione della Chiesa, che è stata costituita dallo Spirito Santo, e noi fratelli ortodossi, che rappresentiamo tutte le Chiese Ortodosse autocefale locali, siamo convenuti insieme in assemblea liturgica per compiere il dovere ed il desiderio di unità della Chiesa Ortodossa verso il mondo e verso l’umanità contemporanea, convocando il nostro Santo e Grande Sinodo.

L’odierno oggi è giorno di unità, poiché siamo tutti uniti nella fede e nei sacramenti per mezzo di questa stessa sinassi liturgica di noi tutti e dell’incontro “nello spezzare il pane”. La divina Eucarestia, veramente riafferma la unità e la cattolicità della nostra Chiesa Ortodossa.

L’evento di Pentecoste che ha avuto luogo a Gerusalemme, ha segnato il punto di inizio della Chiesa nella sua esistenza storica e ha posto i fondamenti per la santificazione della storia umana nella sua globalità. Gli apostoli e i 3000 cristiani da loro battezzati a quel tempo, formarono la prima chiesa, che è una realtà divino umana di Cristo, presente in tutte le sue membra. Oggi noi siamo ancora riempiti dallo stesso soffio delle fiamme di fuoco, dallo spirito Santo, e siamo una sola chiesa, un solo corpo, nonostante veniamo da differenti tradizioni etniche, linguistiche e culturali. Cristo, il Dio uomo, “il primogenito tra molti fratelli”(Rom. 8,29) è presente di ciascuno di noi, sue membra.

Oggi è compiuto l’intero piano della divina economia. Poiché, durante la Pentecoste e dopo la Pentecoste “l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello spirito Santo”(Rom. 5,5). Uno è Cristo e noi tutti siamo le sue articolazioni e le sue membra: “ma tutte queste cose è l’unico e il medesimo spirito che le opera, distribuendole a ciascuno come vuole” (1 Cor. 12,11).

Nelle nostre diversità, ogni Chiesa Ortodossa, ma anche ogni fedele ortodosso, siamo uniti in un solo corpo, ciascuno con i suoi propri carismi, per i quali non dobbiamo guardare con sospetto gli altri, ma dobbiamo gioire come se fossero nostri: “il mio fratello che guadagna un tesoro… Lo possiedo anch’io”, afferma Macario d’Egitto (Omelie spirituali 3,2, 41, p. 156).

Ogni Chiesa ortodossa locale ha il suo proprio tesoro e lo offre a Cristo. Gli occhi non possono dire alle mani, né la testa ai piedi “non abbiamo bisogno di voi”. In seno alla Chiesa non vi è una chiesa locale che non abbia la sua importanza, come se la Chiesa Una, Santa, Cattolica e Apostolica non avesse bisogno di ciascuna delle sue membra, né alcun membro può esistere in maniera autonoma e indipendente, come hanno cercato di fare coloro che sono fuori dalla chiesa, specialmente durante questi ultimi giorni.

La Chiesa Ortodossa militante, presente sulla terra, venerabilissimi fratelli, perpetua la “camera alta” della Pentecoste, che sono le nostre Chiese locali, rappresentate qui, oggi, da ognuno di voi. Costituiamo il corpo mistico di Cristo, che si estende lungo i secoli e che allieva il genere umano dalle dure prove ed ingiustizie, e ci riuniamo con la Chiesa che è nei cieli, compiendo la economia di Dio, e unendo le cose sulla terra  a quelle nei cieli. (Kontakion della Ascensione). Questa è precisamente la missione della nostra Chiesa Ortodossa.

Allo stesso tempo, l’odierno giorno è giorno di grido al Paraclito buono, che venga e dimori in noi e ci conservi nella Sua verità e nella Sua Santificazione, secondo la preghiera di agonia del nostro Signore nell’orto dei Getzemani. Questa domanda del Signore, che si compie durante questo grande giorno di Pentecoste, qui, è e resta la richiesta principale di tutto il genere umano in un mondo diviso e in rivolta, assetato di unità, per la quale il Figlio di Dio ha consegnato se stesso, perché tutti avessimo vita e ne avessimo in abbondanza.

La nostra Chiesa Ortodossa avendo il grandissimo dono e la benedizione di possedere il tesoro della verità e di custodire intatto il dono del Santissimo Spirito, che “riempie l’universo” (Sap. 1,7) ha l’obbligo di dare al mondo contemporaneo una testimonianza di amore e di unità e di rivelargli la speranza in essa nascosta. Ovviamente non ci vantiamo per la verità della  nostra Chiesa. Percepiamo la sua maestà unica, ma anche la nostra personale debolezza e indegnità. Questo purtroppo non è sufficiente quando resta ad un livello teorico. Richiede un responso a livello pratico, dove, sfortunatamente siamo molto in ritardo.

Il Signore ha iniziato il suo annuncio nel mondo, invitando gli uomini al ravvedimento. E compito del cristiano, durante il corso di tutta la sua vita, è il ravvedimento. Particolarmente noi, i responsabili della Chiesa dobbiamo dare il buon esempio e abbracciare intatta la verità che abbiamo ricevuto. Poiché il nostro avversario cerca di seminare nei nostri cuori idee errate, che oppugnano la verità della nostra fede. Queste idee errate che appaiano come moderne e degne di attenzione, sono diffuse tra i fedeli con molto zelo da nostri confratelli, erranti riguardo alla verità, e spesso riescono, con la loro reiterata maestria, a ingannare un buon numero di fedeli. Pertanto, noi vescovi dobbiamo incontrarci assieme per discutere i temi che la Chiesa Ortodossa affronta ovunque e per ogni occasione, per prendere le misure appropriate per proteggere i fedeli  contro le aberrazioni prevalenti.  E’ grande il numero, specialmente ai nostri giorni, degli errori che girano e particolarmente le argomentazioni assai elaborate degli ingannatori, cosicché c’è bisogno di uno sforzo concreto dei pastori della Chiesa Ortodossa per informare il popolo fedele. Sono centinaia le sette religiose e le organizzazioni para-religiose che cercano di travisare i fedeli ortodossi. Le delibere conciliari e lo scambio della relativa esperienza sul modo di affrontare i metodi delle citate organizzazioni, saranno di grande utilità per la Chiesa Ortodossa.

Il Signore della Chiesa Ortodossa, “ che è il medesimo ieri e oggi e per l’eternità”, ha cooperato, affinché giungessimo all’odierno momento storico del Santo e Grande Sinodo e di questa Sinassi liturgica e comunione da un unico Santo Calice. Al di là dei nostri diversi punti di vista, noi Ortodossi dobbiamo sottolineare che unica  via del nostro cammino nel mondo, è l’unità. Naturalmente questa via esige un sacrificio vivente, molta fatica e può farcela nonostante una dura lotta. E’ ovvio che questo nostro Sinodo, contribuirà in questa direzione, stabilendo, attraverso la consultazione in Spirito Santo e con un dialogo costruttivo e franco, una atmosfera di fiducia reciproca e di comprensione.

La unità della Chiesa Ortodossa e dei suoi fedeli, costituisce la  nostra  missione. Segue la testimonianza della nostra Chiesa, affinché il mondo veda brillare  le “sue buone opere”, le nostre proprie opere, per confortare e lodare “il nostro Padre che è nei cieli”.  La nostra unità ecclesiastica non costituisce una qualche forma di confederazione, né sgorga dal compattamento attorno a qualche figura. In Oriente noi non abbiamo un Papa. La nostra unità sgorga e si è perfezionata  dalla fede comune, la quale si identifica con la salvezza, con la vita eterna. “Questa è la vita eterna “, che conosciamo il Padre e colui che ha mandato Gesù Cristo, il Re dei Re e Signore dei Signori, come è raffigurato nella nostra iconografia ortodossa.

 

Beatitudini e Santissimi Fratelli,

Eccellentissimo Signor Presidente della Repubblica Greca

Ortodossi benedetti, Clero, Ordine monastico e Popolo ovunque sulla terra,

 

Siamo certi e lo dichiariamo in questo storico momento dall’altare della Chiesa metropolitana della grande isola di Creta, che è un prolungamento di quello della Santa Grande Chiesa di Cristo, ossia della Chiesa della Sapienza di Dio, della Pace e della Potenza divina, ossia del trono comune a Giovanni Crisostomo, Gregorio il Teologo e a Fozio il Grande, che non solo siamo uniti e viviamo la nostra Ortodossia come una esperienza di fede e di vita, ma che è possibile passare la storia drammatica del mondo contemporaneo e dare testimonianza di salvezza ai lontani e ai vicini.

Mettendo da parte i problemi che provengono dalle nostre origini etniche diverse, supplichiamo la discesa del Paraclito su tutti noi, illuminati da lui, cioè dalla “Luce e dalla Vita e dalla viva sorgente spirituale: Spirito di sapienza e di intelligenza… Spirito che ci guida e ci purifica dalle colpe, Dio e deificante”. (v. stichirà del vespero di Pentecoste) per dare un messaggio di verità, di purezza e di speranza a tutto il mondo che ha sete, e per proclamare che le nostre Chiese e noi come persone, siamo vasi preziosi.

Lo Spirito Santo ci unisce nella Chiesa, attraverso il “legame di perfezione”, l’amore  che manifestano e testimoniano le persone della Santa Trinità, una secondo natura, ma che si manifesta in tre persone. Così, per analogia, Una è la Chiesa Ortodossa, si manifesta tuttavia nel mondo attraverso parte delle sue locali piante, che sono unite in modo  inseparabile ed indivisibile in  una sola, in una Chiesa, in un solo corpo.

Fratelli, padri e figli, oggi a Creta, noi in quanto la Santa Chiesa Ortodossa qui rappresentata: “abbiamo visto la vera luce, abbiamo ricevuto lo spirito celeste, abbiamo trovato la fede vera, adorando la Trinità indivisibile, essa infatti ci ha salvato”. Lodiamo dunque, con una sola bocca ed un sol cuore il Signore della Misericordia e della Pietà e di ogni consolazione , poiché per Lui “noi tutti esistiamo, respiriamo, pensiamo, conosciamo Dio – il Santissimo Spirito e il Padre senza principio ed il suo unigenito Figlio… per comprendere la beatitudine del cielo, il percorso del sole, il ciclo della luna, il buon ordine delle stelle, e tutto il loro movimento armonioso e diverso… per comprendere la successione delle ore, il cambiamento delle stagioni, dei venti, i periodi degli anni… per sperare il regno dei cieli, uguagliare gli angeli, contemplare la gloria”.

 

Allo Stesso Santissimo Spirito infatti, fattore di ogni cosa buona e della odierna concelebrazione e della testimonianza a tutto il mondo della nostra Chiesa Ortodossa, nello stesso e attraverso lo stesso Santo e Grande Sinodo, a Lui offriamo, come conviene, l’inno, con il Padre e il Figlio, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.


 + Il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo,
diletto fratello in Cristo e fervente intercessore presso Dio